Dighe turche e causa curda

04/07/2016

Le sorgenti deI Tigri e dell’Eufrate si trovano in una regione turca popolata soprattutto da Curdi. 

L’Eufrate nasce sull’altopiano della Turchia orientale, tra il Lago di Van e il Mar Nero. Quindi attraversa la Siria, dove riceve due affluenti, entrambi originati in Turchia, attraversa l’Iraq e sfocia nel Golfo Persico. Circa il 90% delle acque dell’Eufrate derivano da terre appartenenti alla Turchia, perciò una diga nel tratto turco dell’Eufrate potrebbe limitare seriamente il volume d’acqua ricevuto dai paesi a valle. Anche il Tigri nasce sulla montagne della Turchia orientale, entra per un breve tratto in Siria, poi si dirigere verso l’Iraq. Ma i suoi maggiori affluenti non sono concentrati in un’unica area geografica, perciò la Turchia controlla soltanto il 44% dell’acqua portata dal fiume. La gestione politica delle acque del Tigri è più complessa di quella dell’Eufrate. 

Ora la discussione è sulla diga di Ilisu, che porterebbe a sommergere l’80% dell’antica città di Hasankeyf, causando il trasferimento di 80000 persone e ricoprendo d’acqua siti di grande rilevanza culturale.

Fin dai tempi di Ataturk la Turchia sogna di imbrigliare le acque dei due fiumi per usarle come strumento di potere, oltre che per utilizzarle per l’irrigazione. La Turchia ha costruito la prima diga sull’Eufrate negli anni ’60 e negli ultimi 20 anni ha costruito quasi seicento dighe, mentre duecento sono in costruzione.

Ankara usa le dighe per aiutare lo sviluppo della sua regione sud-orientale, che in buona parte coincide con il Kurdistan storico. In quest’area si trovano la diga di Karakaya, completata nel 1988, e la diga di Ataturk, terminata nel 1992, una delle più grandi al mondo. Ma la costruzione delle dighe ha anche obbligato le comunità locali a spostarsi e ha messo in pericolo siti storici, portando molti a ritenere che Ankara non voglia aiutare i Curdi della regione, ma indebolirli. Ora la discussione è sulla diga di Ilisu, che porterebbe a sommergere l’80% dell’antica città di Hasankeyf, causando il trasferimento di 80000 persone e ricoprendo d’acqua siti di grande rilevanza culturale. 

Le dighe sono usate da Ankara anche per limitare i movimenti dei ribelli del PKK nella zona montagnosa orientale del paese: non a caso il governo turco sta programmando la costruzione di molte altre dighe nelle province di Hakkari e Sirna. Quando Ankara costruisce dighe, i ribelli curdi le attaccano. Negli ultimi anni molti tecnici impegnati nella costruzione delle dighe sono stati rapiti e decine di camion sono stati dati alle fiamme, causando forti ritardi nei lavori. 

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