Stelle di cannella
di Helga Schneider

29/08/2016

Tre case allineate come le perle di una collana” in un tranquillo quartiere di Berlino. Tre famiglie che vivono in buon vicinato, si stimano e si aiutano. A rompere la quiete sopraggiunge il nazismo con il suo carico d’odio, segnando pesantemente la vita dei personaggi. I Korsakov − in cui capofamiglia è ebreo − vengono progressivamente allontanati, insultati e aggrediti dai vecchi amici, che l’autrice ci aveva fatto conoscere come persone probe e gentili, ma che di pagina in pagina si trasformano, disorientate dal nuovo clima politico, manipolate e incattivite dalla propaganda nazista.

Tra i pregi del libro c’è infatti quello di mostrare la progressiva discriminazione degli Ebrei sia nelle leggi dello stato sia nei comportamenti quotidiani delle persone comuni. Le prime tappe di quel processo che porterà alla persecuzione e allo sterminio sono scandite dai riferimenti temporali precisi che aprono ogni capitolo e la loro gravità è percepibile anche dai lettori più piccoli. I protagonisti principali sono infatti due ragazzini, Fritz e David: l’uno figlio del poliziotto protestante Rauch, l’altro figlio del giornalista ebreo Korsakov, amici inseparabili così come i loro gattini. Ma con l’adesione di Fritz alla Gioventù Hitleriana niente potrà essere come prima. Il mutamento del ragazzo è tanto profondo che la sua figura diviene l’emblema degli effetti devastanti dell’indottrinamento dei giovani da parte del regime nazista. Ragazze e ragazzi tedeschi educati all’odio verso i ‘deboli’ e al sacrificio per la patria, vengono privati dell’infanzia, come la mamma di David tenta di spiegare al figlio:

«Il fatto è, tesoro, che i ragazzi che il nuovo governo definisce ‘ariani’ sono considerati proprietà dello stato e del Führer e devono fare tutto ciò che viene loro comandato. Devono essere coraggiosi e forti, e non lamentarsi quando li fanno marciare per giornate intere; e non possono avere paura se qualcuno comanda loro di saltare in piscina da un trampolino di dieci metri o di nuotare, anche se hanno paura dell’acqua. E non hanno nemmeno più il diritto di essere ragazzi, perché a loro non è permesso giocare. Devono diventare piccoli soldati pronti a morire per la patria».
 
«Ma non c’è la guerra» osservò David.
 
«È vero, ma non mi hai raccontato tu stesso che il vostro insegnante continua a dirvi che il mondo è cattivo e che gli altri popoli minacciano da ogni parte la Germania?»
 
[…] «Vedi, tesoro, mentre Fritz Rauch è obbligato a fare il soldato, tu hai ancora il diritto di giocare, raccogliere figurine, leggere ‘Max und Moritz’ o travestirti da indiano e salire sulla tua capanna».
 
«Ma sono solo, non ho nessuno che vuole salire con me sulla capanna».
 
Anche grazie a una scrittura fluida e accessibile, Stelle di cannella ha vinto il premio ‘Elsa Morante Ragazzi’ nel 2003 ed è un ottimo strumento per introdurre alla conoscenza delle discriminazioni antiebraiche e dei meccanismi psicologici di fondo della propaganda nazista. 

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