The Wandering, strumento per accrescere e organizzare la conoscenza

14/10/2016

L’uomo moderno è per Walter Benjamin un esploratore, un vagabondo indagatore, spinto dalla curiosità e dalla passione, un wanderer. Da questa visione è partito Shani Ziv, geniale ‘indagatore’ che a vent’anni si trovò a ideare per l’esercito israeliano un sistema di organizzazione per la fruizione e organizzazione della conoscenza, ci si appassionò, ne diventò specialista. Pochi anni fa creò una start-up e da allora è al servizio di scuole, musei, amministrazioni locali, organizzatori di eventi e centri di ricerca con una sua piattaforma digitale multifunzionale, che ha chiamato The Wandering.

Come fare tante cose diverse con tanti interlocutori diversi? Nella società israeliana, caratterizzata dal forte senso comunitario tipico della tradizione ebraica, c’è costante interazione e collaborazione tra tutte le istituzioni che fanno parte della vita della comunità locale. Ecco un esempio. Cercando di attivare una collaborazione fra scuole di Torino e scuole di Tel Aviv − finalizzata alla ricerca storica sui campi di raccolta di profughi e sopravvissuti ebrei del dopoguerra in provincia di Torino (a Grugliasco c’era il campo più grande d’Italia, con sottocampi a Rivoli e Avigliana) − ci siamo resi conto che le mostre dei musei in Israele sono pensate e organizzate in collaborazione:

-          con le scuole, che partecipano alle ricerche sull’argomento sin dalle prime fasi di progettazione della mostra;

-          con le famiglie degli studenti, stimolate a contribuire con documenti, ricordi, informazioni e contatti personali;

-          con le amministrazioni locali, che provvedono a coinvolgere anche le biblioteche, i centri di ricerca privati e le scuole di tutti gli altri ordini e gradi e i servizi turistici, in modo che tutti possano essere coinvolti nella stessa attività culturale, a livelli diversi e per utilizzi diversi.

Come avviene il coordinamento fra tutte queste entità diverse? Senza nessuna gerarchia e senza burocrazia. Le scuole hanno al loro interno gruppi di specialisti in pedagogia e didattica che operano con i singoli docenti, elaborano o fanno elaborare all’esterno gli strumenti didattici e tengono anche i rapporti con tutte le altre istituzioni del territorio per sviluppare progetti comuni.

Per capire meglio siamo andati in esplorazione con Talila Yehiel, esperta di didattica con una laurea in storia e una in arte, che collabora con le scuole del circuito AMAL (una rete di più di 100 scuole di ogni ordine e grado sparse in tutto Israele, comprendenti 40000 studenti e 400 insegnanti) nell’area di Tel Aviv e dintorni. Abbiamo visitato musei privati e pubblici, biblioteche pubbliche e, ovviamente, scuole. Talila entrava ovunque con un saluto e un abbraccio informale alla persona di guardia all’ingresso e un analogo saluto e abbraccio informale al direttore o all’assessore rintracciato in qualche ufficio, poi ci guidava attraverso i reparti, facendoci spiegare dai vari addetti come usano la piattaforma The Wandering per il loro lavoro.

Shani adatta infatti la sua piattaforma per l’organizzazione della conoscenza a una gamma di necessità e scopi diversi, grazie all’input delle scuole e delle altre istituzioni culturali locali. Le persone chiave in questo lavoro sono gli esperti di pedagogia e di didattica, che analizzano le necessità e le richieste e assistono studenti, docenti, curatori di mostre, responsabili di biblioteche e archivi, assessori locali e amministratori di ospedali o istituti di assistenza, formandoli anche all’uso della piattaforma, affinché sappiano utilizzarla e adattarla alle loro necessità, per costruire i loro progetti. Coloro che si formano all’uso della piattaforma presso le diverse istituzioni non lo fanno per richiesta gerarchica, ma perché si mettono spontaneamente in rete fra di loro.

Come funziona, concretamente, la piattaforma? The Wandering vede la conoscenza come un percorso, secondo la visione di Walter Benjamin, perciò il criterio di organizzazione parte da una stazione (localizzata sulla mappa), da cui si avvia un percorso libero, condivisibile da parte dell’intera comunità, aperto a mille possibili diramazioni ed escursioni anche nello spazio e nel tempo, in cui i partecipanti al viaggio sono regolati e stimolati dal ripetersi di una successione continua di tre richieste: va, fa, condividi. Identificare le opzioni di dove andare, che cosa fare, come condividere, è il compito dell’insegnante o del curatore della mostra, del responsabile di un certo settore o ufficio, cioè della persona o del gruppo di persone che costruiscono progetti. Il progetto può essere un percorso di studio con il coinvolgimento attivo degli studenti e delle loro famiglie, o il percorso di fruizione di una mostra da parte di persone di ogni età e livello culturale, o la creazione di percorsi di istruzione per l’utilizzo di archivi o di servizi da parte del pubblico, oppure il coinvolgimento di turisti in attività che li portino a conoscere il territorio e la sua storia.

Andare’ può significare recarsi fisicamente in qualche luogo, o cercare in internet un luogo, un monumento, una biografia, un evento o una fonte di informazioni tecniche. Fare può comportare attività come scattare una foto, misurare, osservare e registrare, rispondere a quiz, elaborare un progetto, risolvere un problema, fare un esperimento fisico, aggiungere un commento, esprimere una reazione emotiva… Per fare tutte queste cose la piattaforma incorpora tutte le app disponibili su cellulari, tablet o computer. Condividere può esser fatto con qualunque social media, ma anche scambiando fisicamente fogli e oggetti con i compagni e documentando i risultati della condivisione. Il risultato può essere l’insieme finale delle attività dei singoli o dei gruppi, oppure l’invito a partire da un’altra stazione per collegare fra di loro percorsi diversi, o semplicemente il coinvolgimento di amici e parenti in un’esperienza o in un’attività ludica.

La genialità di Shani sta nell’aver capito che è possibile organizzare qualsiasi percorso di esperienza e di conoscenza a partire da punti primari di interesse (le stazioni), per poi stimolare costantemente i partecipanti ad ‘andare’, ‘fare’ e ‘condividere’. La piattaforma offre la massima libertà di progettazione dei percorsi, prevede l’utilizzo di tutte le app al servizio della curiosità, dell’intelligenza e della creatività umana, ma crea regole di base per procedere e archivia ordinatamente i risultati raggiunti dai partecipanti.

Utilizzare The Wandering può aiutare le scuole, i musei e le istituzioni italiane ad affrettare non soltanto il percorso di implementazione di sistemi di didattica attiva e di uso delle piattaforme digitali, ma anche l’utilizzo di tutte le risorse del territorio per costruire e diffondere conoscenza e stimolare lo sviluppo di nuovi progetti economici.

Perciò la Fondazione CDF si mette a disposizione delle scuole e delle istituzioni di Torino e del Piemonte per organizzare e finanziare i primi corsi per la formazione di formatori, i primi esperimenti di utilizzo.

In Italia The Wandering è già stato utilizzato dal MUSE, il museo delle scienze di Bolzano, e dall’Università di Napoli per un progetto sulla Reggia di Caserta. 

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