L’ISIS ai jihadisti in Occidente: usate i veicoli come armi

18/11/2016

È uscito a novembre 2016 il terzo numero di Rumiyah (Roma), la rivista dell’ISIS per il mercato internazionale che ha per motto la citazione ‘Rallegratevi o mujaheddin perché, per Allah, non cesseremo il nostro jihad che sotto gli olivi di Roma’. La rivista contiene minacce alla Turchia (per il ruolo che ha assunto nel nord della Siria) e molti incitamenti a condurre attacchi nelle città occidentali usando autoveicoli per seminare morti in occasione di parate, sfilate, feste, raduni, come avvenne lo scorso 14 luglio a Nizza. È meglio che lo sappiamo e che stiamo all’erta, anche se non è il caso di avere troppa paura.

Il sistema è stato ripetutamente usato fin dal 2008 dai terroristi islamici in molti paesi, seguendo i suggerimenti di al Qaeda: molte volte dai Palestinesi nelle città israeliane (dopo le prime volte, sono state prese misure per ridurre la pericolosità di tali attacchi, che negli ultimi tempi non sono più riusciti a uccidere nessun’altro che l’assalitore); due volte dagli Uiguri in Cina, una volta a Londra, due volte in Canada, tre volte in Francia, una volta in Austria.

Contro questi attacchi è utile porre paracarri lungo i marciapiedi e le zone pedonali, strisce chiodate retraibili a tutte le vie di accesso alle piazze e alle vie del centro dove si tengono eventi, feste, sfilate, manifestazioni. Occorrono poi tiratori ben addestrati a sparare contro quei veicoli che sembrano intenzionati a travolgere deliberatamente i pedoni o gli altri veicoli, in modo da fermarli. La prevenzione consiste soprattutto nella sorveglianza sul noleggio dei mezzi di movimento terra e degli autocarri. Veicoli più piccoli fanno molto meno danno e si fermano più facilmente.

Noi cittadini possiamo stare all’erta e ricordare che occorre scappare non davanti al veicolo assassino, ma tangenzialmente, ad angolo retto rispetto alla direzione di marcia del veicolo.

La migliore prevenzione è poi un’intelligence efficiente e una magistratura che autorizza la sorveglianza dei sospetti anche su larga scala. 

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