La Turchia contro i Curdi dello YPG

23/01/2018

Cliccare sulla mappa per ingrandirla.

Dopo aver ottenuto più o meno esplicitamente il permesso dei Russi, degli USA e dell’Iran, il 20 gennaio la Turchia ha lanciato un attacco contro le milizie curde dello YPG nell’enclave siriana di Afrin, avanzando dalla frontiera in più punti (mappa a lato).

L’operazione militare è stata ironicamente chiamata ‘ramo d’olivo’. Lo YPG ha combattuto efficacemente contro l’ISIS per conto della coalizione internazionale formatasi per liberare Siria e Iraq dall’ISIS. Ora la coalizione abbandona i miliziani dello YPG nelle mani della Turchia, che li considera la branca siriana della stessa organizzazione terrorista che da decenni alimenta tentativi di insurrezione in Turchia, sotto il nome di PKK (Partito Curdo dei Lavoratori).

A parole sia Assad, sia l’Iran, sia la Russia, sia gli USA sono contrari all’avanzata turca, ma nel contempo si dicono sensibili alle preoccupazioni della Turchia per la sua sicurezza. Questo equivale a dire ‘fa’ pure’. È probabile che sia già stato pattuito che cosa la Turchia darà in cambio: mano libera ad Assad e ai Russi su Idlib e sulle milizie che la Turchia ha sostenuto sino ad ora a Idlib? Mano libera agli USA per addestrare e armare i Curdi nei territori a est dell’Eufrate? Se così non fosse, fra qualche settimana potremmo assistere a scontri sul terreno fra Curdi sostenuti dagli USA e truppe turche formalmente alleate degli USA !

L’evolversi della situazione dei Curdi in Siria ci farà capire che cosa aspettarci per il futuro del Kurdistan iracheno, dove la popolazione lo scorso settembre ha votato per l’indipendenza dall’Iraq, se e quando sarà possibile. Perché sia possibile, occorre un accordo, anche a mezza bocca e controvoglia, fra Russia, Iran, Turchia e USA, paragonabile all’accordo che ora lascia mano libera ai Turchi contro i Curdi di Afrin.

I Curdi troveranno un leader politico come Cavour, capace di creare consenso all’interno e di convincere le grandi potenze che uno stato indipendente curdo nel nord dell’Iraq, efficiente e ben regolato, servirebbe a rendere tutta la regione più stabile? 

Lascia un commento

Vuoi parteipare attivamente alla crescita del sito commentando gli articoli e interagendo con gli utenti e con gli autori?
Non devi fare altro che accedere e lasciare il tuo segno
Ti aspettiamo!

Accedi

Non sei ancora registrato?

Registrati

I vostri commenti

Per questo articolo non sono presenti commenti.