Quando l’Inghilterra guarda all’Europa…

27/03/2018

… è sempre con una certa preoccupazione. Dall’Europa sono sempre venuti pericoli. A volte gli Europei (i Francesi) si sono alleati con gli Scozzesi per attaccare l’Inghilterra alle spalle, a volte l’hanno invasa attraverso il canale della Manica, dopo averne distrutto la flotta. Lo fecero prima i Romani, poi i Normanni. Ci provarono gli Spagnoli nel XVI secolo, i Tedeschi nel XX secolo. Non ci riuscirono grazie alla strategia che l’Inghilterra aveva nel frattempo adottato, basata sull’idea che, poiché sarebbe impossibile resistere a invasioni dall’Europa, la flotta inglese deve sempre fermare gli aggressori in mare. Da 900 anni nessun paese europeo è più riuscito a costruire una flotta capace di sconfiggere la flotta inglese, perché ai diversi popoli europei era necessario investire primariamente le risorse in eserciti di terra per difendersi dai vicini. Non potevano spendere enormi risorse per tentare l’invasione dell’Inghilterra, lasciando sguarnita la difesa del proprio territorio.

Se però gli stati europei non temono invasioni via terra, a qualcuno la tentazione di invadere l’Inghilterra potrebbe tornare. Perciò la strategia dell’Inghilterra in Europa consiste sempre nel mantenere una flotta molto potente e prevenire la formazione di alleanze troppo potenti sul continente. L’Inghilterra si sente sicura se il continente è diviso, se i paesi sono in competizione fra di loro e si guardano l’un l’altro con un certo sospetto. L’Inghilterra può allora allearsi con l’uno con l’altro gruppo di paesi, per impedire la creazione di un impero o di una alleanza troppo grande e troppo forte. Per mantenere l’Europa divisa l’Inghilterra non ha mai dovuto fare sforzi: i paesi del continente sono sempre stati spontaneamente in competizione fra di loro. L’Inghilterra ha sempre partecipato alle alleanze europee e alle guerre europee, ha sempre fatto parte della storia europea, ma mantenendo ampi margini di manovra nelle alleanze, grazie alla sua posizione.

Anche altri paesi europei costruirono grandi imperi oltremare, grazie alle loro grandi flotte: la Spagna, la Francia, l’Olanda. Ma li persero, non a seguito di attacchi sul mare o per guerre in altri continenti, ma perché dovettero deviare le risorse per difendersi da attacchi in Europa da parte di altre potenze europee! Gli Inglesi riuscirono a mantenere il loro impero più a lungo perché riuscirono a essere poco coinvolti nelle guerre territoriali fra potenze europee, grazie alla loro posizione. Ma nella Seconda guerra mondiale il mare non offrì più protezione sufficiente, perché l’enorme potenza industriale della Germania le permetteva di avere un grande esercito di terra e anche una grande flotta e una grande aviazione. Gli Inglesi dovettero usare tutte le loro risorse nella Seconda guerra (mondiale) contro i Tedeschi – perciò anche loro persero l’impero. Gli Stati Uniti divennero i nuovi egemoni globali.

Allora la strategia di fondo dell’Inghilterra dovette cambiare per poter continuare: invece di allearsi ora con questa ora con quella potenza europea per controbilanciare le altre, l’Inghilterra si pose come ago della bilancia fra i paesi che si contendevano l’egemonia in tutto il globo. Si alleò con gli USA e con la Comunità Europea contro l’Unione Sovietica, ma cercando di non legarsi mai in modo irrevocabile, per non correre il rischio di ritrovarsi inesorabilmente legata al carro della Germania. La distanza geografica la mette al riparo da eccessive ingerenze dell’altro grande alleato, gli USA − ma rende anche difficile che gli USA intervengano davvero in aiuto degli Inglesi, a meno che i loro interessi non siano direttamente minacciati. La Germania invece è troppo vicina, la Germania è il pericolo maggiore per l’Inghilterra da 150 anni.

Brexit è la conseguenza della percezione degli Inglesi che la Germania è troppo potente e domina troppo l’Unione Europea, però crea anche risentimenti negli altri paesi europei, il che può portare l’Europa a una nuova fase di instabilità. E nell’instabilità europea l’Inghilterra vuole recuperare la sua tradizionale libertà di manovra, vuole poter scegliere le alleanze.

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I vostri commenti

Analisi interessante, al di fuori dei soliti schemi interpretativi sulla Brexit.
Grazie, ma per i concetti chiave e per l’abitudine a ragionare sulle motivazioni geostrategiche di lungo periodo dobbiamo dir grazie al grande George Friedman, che leggiamo da 15 anni. George fu per lunghi decenni maestro e formatore di diplomatici, strateghi e politici, amico di Kissinger e lui stesso consigliere di presidenti. Ebreo polacco che trovò rifugio in USA da bambino, è ancora oggi, a quasi 90 anni, un pensatore geostrategico di prim’ordine, oltre che uno straordinario conoscitore della storia.