Est Europa e Germania: braccio di ferro su Nordstream 2

01/06/2018

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Da oltre dieci anni l’Unione Europea ha cercato di alleviare l’eccessiva dipendenza dal gas russo (tabella a fianco) e di impedire alla Russia di usare il ricatto energetico per imporre le proprie politiche ai paesi dell’Est Europa. Volente o nolente, la Russia ha dovuto accettare il principio che sul territorio europeo i gasdotti non potevano essere di proprietà dei fornitori di gas. Russia e Germania hanno poi cooperato nella costruzione del gasdotto sottomarino Nordstream, che porta il gas russo direttamente in Germania, dove viene ri-pompato in tutta l’Europa centrale e orientale. Così i paesi dell’Est Europa sono stati sottratti agli abituali ricatti russi, perché i contratti per la distribuzione del gas del Nordstream sono gestiti all’interno dell’Unione Europea e la Russia non può più tagliare le forniture o aumentare i prezzi a un solo piccolo paese. Ma da questa soluzione è rimasta esclusa l’Ucraina, che non fa parte dell’Unione Europea. 

Così Nordstream 2 è diventato un argomento in più sul tavolo delle trattative fra USA e Unione Europea, che ora includono la questione dei dazi, dei rapporti con l’Iran, dei rapporti con la Russia. Queste trattative si svolgeranno mentre al suo interno l’Unione rischia la rottura dell’eurozona

Dopo essere stata sottoposta per anni al ricatto energetico russo, l’Ucraina non soltanto ha ridotto il consumo di gas del 38% in cinque anni, aumentando l’uso del carbone, ma ha stretto accordi con l’Europa e ora riceve il gas dall’ovest, benché sul suo territorio passi il grande gasdotto che porta il gas russo ai Balcani, all’Austria e all’Italia (mappa a fianco). L’Ucraina, che dieci anni fa prelevava da quel gasdotto l’energia per l’intera nazione, oggi non ne preleva più neppure un metro cubo. Ora è l’Ucraina ad aver il coltello dalla parte del manico, perché potrebbe interrompere il flusso di gas russo che passa attraverso il suo territorio, subendone relativamente poco danno.

Per la Russia è imperativo poter fornire gas all’Europa usando vie alternative all’Ucraina. L’Unione Europea ha bisogno di più gas, perché i consumi sono in aumento. La capacità di Nordstream è satura, perciò Russi e Tedeschi da anni vogliono raddoppiarla con il progetto Nordstream 2. Ma i paesi dell’Europa dell’est sono solidali con l’Ucraina e guardano con crescente sospetto il rafforzarsi della cooperazione fra la Germania e la Russia, memori della passate invasioni e spartizioni (il patto Ribbentrop-Molotov, ad esempio, ossia l’accordo segreto con cui Stalin e Hitler decisero di spartirsi la Polonia all’inizio della Seconda guerra mondiale). Nordstream 2 è stato sino ad ora bloccato dall’opposizione politica e legale dei paesi dell’Est, soprattutto della Polonia, benché l’accordo fra Russia e Germania per costruire un gasdotto in acque internazionali non rientri nella sfera di competenze dell’Unione, perché riguarda soltanto due paesi sovrani, senza toccare altri paesi.

Qui entrano in gioco gli USA, chiamati in soccorso dalla Polonia. Il Congresso degli Stati Uniti (contro l’opinione del presidente Trump) nel 2017 ha promosso e approvato il Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act, che permette agli USA di imporre sanzioni anche a aziende di paesi terzi che abbiano collaborazione economica e militare con la Russia, se la Russia non cessa gli attacchi cibernetici e l’uso anonimo di internet per manipolare l’opinione pubblica americana.

Così Nordstream 2 è diventato un argomento in più sul tavolo delle trattative fra USA e Unione Europea, che ora includono la questione dei dazi, dei rapporti con l’Iran, dei rapporti con la Russia. Queste trattative si svolgeranno mentre al suo interno l’Unione rischia la rottura dell’eurozona.

E poiché quando si parla di economia europea e di politica dell’euro si parla di una realtà dominata dalla Germania, questo significa che la pressione politica sulla Germania sta iniziando a utilizzare proprio le armi dell’economia e della finanza, che sino ad ora sono state saldamente nelle sue mani. 

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