Alleanze e interessi nazionali

07/02/2019

Cliccare sull'immagine per ingrandirla.

I Tedeschi dicono che gli Italiani hanno l’abitudine di iniziare le guerre in un’alleanza e terminarle in un’altra, facendo riferimento alle guerre mondiali del XX secolo. Ma non siamo gli unici alleati instabili nella storia dei popoli e degli stati. De Gaulle diceva che le nazioni non hanno amici, soltanto interessi. E gli interessi possono variare nel tempo, soprattutto in materia di sicurezza.

 

Le alleanze sono solide e affidabili finché c’è comunanza di interessi e di obiettivi. Quando nel 1970 la Cina e gli USA si riavvicinarono, dopo decenni di rapporti ostili, non fu perché improvvisamente presero a fidarsi l’uno dell’altro, ma perché temevano entrambi l’Unione Sovietica ed entrambi volevano contenerne l’espansionismo.

I Curdi hanno una lunga esperienza di abbandoni e tradimenti da parte degli alleati. Dopo aver combattuto per sconfiggere l’ISIS in Siria, ora vengono abbandonati dagli USA. Perché? Terminata la guerra all’ISIS, il maggiore interesse americano nella regione è tornato a essere il contenimento dell’espansionismo russo e iraniano verso il Mediterraneo, e per questo scopo serve la Turchia (peccato sia ostile ai Curdi e non voglia riconoscerne l’identità), ben più dei pochi valorosi combattenti curdi privi di potere territoriale. Benché la Turchia e gli USA abbiano non poche differenze ideologiche e non nutrano molta simpatia reciproca (l’opinione pubblica americana ha invece stima e simpatia per i Curdi), i due paesi hanno bisogno l’uno dell’altro per evitare che la Russia abbia il controllo del Bosforo e della costa del levante mediterraneo. Per i Curdi questo è l’ennesimo episodio in una lunga storia.

Nei primi anni ’70 l’Iraq si avvicinò politicamente all’Unione Sovietica, perciò gli USA appoggiarono la ribellione dei Curdi iracheni per indebolire il governo iracheno. Anche l’Iran (prima della caduta dello scià) appoggiò la ribellione dei Curdi iracheni, perché sperava di ottenere il controllo del petrolio del Kurdistan iracheno. Ma nel 1975 Iran e Iraq raggiunsero un accordo, l’Iraq voltò le spalle all’Unione Sovietica e perseguitò i comunisti iracheni, gli USA cessarono di aiutare i ribelli curdi e lasciarono che il governo reprimesse la ribellione nel sangue. 100.000 Curdi fuggirono in Iran e in Turchia per non essere uccisi.

Nel 1979 scoppiò la rivoluzione in Iran e salirono al potere gli Ayatollah, gridando ‘morte all’America’. L’Iraq attaccò l’Iran per conquistare i giacimenti petroliferi nella fascia territoriale di frontiera, e sia gli USA che l’Unione Sovietica invertirono le alleanze: i Sovietici appoggiarono l’Iran, gli USA appoggiarono l’Iraq, in una lunga guerra di logoramento che durò dieci anni. Nel timore che i Curdi iracheni fossero la quinta colonna interna al servizio dell’Iran, il governo di Saddam Hussein li perseguitò e nel 1988 bombardò con il gas i loro villaggi, facendone strage. Anche questa volta gli USA lasciarono fare. Ma tre anni più tardi gli USA invitarono nuovamente i Curdi a ribellarsi contro Saddam, all’inizio della Prima guerra del Golfo, quando Saddam invase il Kuwait (importantissimo per la produzione di petrolio) e gli USA gli mossero guerra. I Curdi si ribellarono ma, appena finita la guerra, gli USA cessarono di sostenerli attivamente: avevano raggiunto il loro scopo, non avevano interesse a continuare a combattere per scopi altrui. Durante la successiva guerra civile gli USA tornarono a proteggere e aiutare i Curdi, perché avevano deciso che era nel loro interesse rovesciare definitivamente Saddam in Iraq.

I Curdi siriani hanno combattuto contro l’ISIS nei tre anni passati non perché contavano sull’amicizia eterna degli USA, ma perché l’ISIS era un grave pericolo anche per loro, e avere un ruolo importante nella sconfitta dell’ISIS avrebbe loro offerto la possibilità di ottenere qualche spiraglio di autonomia nei negoziati sull’assetto della Siria nel dopoguerra. Gli USA e i Curdi combatterono validamente insieme contro l’ISIS perché conveniva a entrambi.

Consideriamo le alleanze della Gran Bretagna nel XIX e XX secolo. Fu alleata di Russia e Prussia contro la Francia durante le guerre napoleoniche. Si alleò invece con la Francia e l’Impero ottomano contro la Russia nella guerra di Crimea, perché la Russia stava diventando troppo potente. Nel 1877 intervenne di nuovo contro la Russia a favore degli Ottomani, quando sembrò che i Russi potessero prendere il controllo del Medio Oriente e minacciare l’Impero britannico in Asia. Nel 1888 invase addirittura l’Afghanistan per prevenire una possibile occupazione da parte dei Russi. Ma nel 1914 l’Inghilterra fu alleata dei Russi contro gli Ottomani e i Tedeschi, perché i Tedeschi erano divenuti più temibili dei Russi per l’Impero britannico in Asia.

L’Unione Europea oggi è più un sistema di alleanze e di mercato comune che una confederazione politica, nonostante l’ambizione di diventare una vera unione. Il potere politico, militare e giuridico è ancora dei singoli stati nazionali, che perciò hanno la possibilità di gestirlo in modi divergenti. Sta già succedendo. Quali interessi prevarranno? Si formeranno diverse coalizioni di interessi comuni o divergenti all’interno d’Europa, come è sempre avvenuto nella storia?

Lascia un commento

Vuoi parteipare attivamente alla crescita del sito commentando gli articoli e interagendo con gli utenti e con gli autori?
Non devi fare altro che accedere e lasciare il tuo segno
Ti aspettiamo!

Accedi

Non sei ancora registrato?

Registrati

I vostri commenti

Per questo articolo non sono presenti commenti.