Come salvare le economie e le società dopo il coronavirus?

09/04/2020

Tocca a noi iniziare a pensarci.

Sicuramente occorre che ogni stato si dia una strategia entro le prossime settimane, pur mantenendo il massimo di elasticità per adattarsi alle imprevedibili circostanze. Dunque alcune domande si impongono a tutti noi, perché è alla luce delle risposte che daremo a queste domande che potremo capire e valutare le proposte che verranno fatte e le decisioni che verranno prese.

Sarà necessaria l’iniezione di grandi quantità di denaro nel sistema, ma in che direzioni si utilizzeranno quei capitali, per non sprecarli e non finir col peggiorare le cose anziché migliorarle?

Si vuole andare verso un maggior ruolo dello stato nell’economia, o verso una migliore interazione fra pubblico e privato, da valutare e strutturare in modo diverso a seconda dei settori?

Come evitare il pericolo che la pioggia di denaro in arrivo rafforzi la criminalità organizzata?

Come evitare il pericolo che con la scusa dell’emergenza un governo democratico possa trasformarsi in un sistema autoritario che governa a colpi di decreti e toglie voce all’opposizione?

Quali sono i settori di primaria importanza da proteggere e mantenere ben vivi, anche se questo richiedesse la nazionalizzazione (o ri-nazionalizzazione), almeno per un certo periodo di tempo?

Come migliorare la sinergia fra stato e amministrazioni locali in tutti i settori di importanza primaria, soprattutto nel caso di emergenze?

Di quanto vogliamo aumentare le risorse alla sanità e alla ricerca, alla scuola e all’ambiente?

Le popolazioni impoverite e senza lavoro saranno pronte a rinunciare a possibili attività immediatamente redditizie pur di non inquinare ulteriormente l’ambiente, oppure dopo la crisi molti paesi metteranno le questioni ambientali in secondo piano?

Vogliamo incentivare lo smart working e la distribuzione della popolazione (perciò delle piccole imprese) sul territorio, o vogliamo favorire l’urbanizzazione?

Vogliamo distribuire denaro a pioggia o condizionare i sussidi a comportamenti che permettano di aumentare la produttività del sistema e la coesione sociale?

Come e quanto vogliamo incentivare l’iniziativa privata nell’apertura di nuove attività?

Come potranno mantenere ruolo e prestigio le organizzazioni sovranazionali, dall’ONU al WTO all’Unione Europea, se gli stati corrono a prender provvedimenti che possono contrastare con le norme di queste organizzazioni? Il comportamento futuro dell’Italia, ad esempio, potrebbe creare una crisi nel sistema dell’Euro, e con quali risultati?

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