L’importanza della dignità

28/07/2020

Liberamente tratto da un articolo di George Friedman per Geopolitical Future

 

Un comportamento dignitoso e composto viene spesso scambiato per assenza di sentimenti. Ma la dignità è il contrario: la presenza di sentimenti così potenti e profondi che risulterebbero sminuiti se condivisi con chiunque. La dignità impone riservatezza, richiede di provare emozioni senza concedersi di metterle in mostra, implica che i momenti più intensi della propria vita, in particolar modo quelli dolorosi, siano vissuti nel silenzio della propria anima. L’autocontrollo è un dono che facciamo a noi stessi e un dovere che abbiamo verso gli altri.

Ma la dignità non va di moda in questi tempi. Pare che nessun sentimento sia così miserevole da dover essere nascosto, nessun istinto così basso da non dover essere mostrato e nessuna aspirazione così imbarazzante da non dover essere rivelata. Tutti abbiamo sentimenti e desideri miserevoli. Essere una persona dignitosa non significa non averne, ma essere capace di tenerli per sé. Lo stesso vale per le divergenze di opinioni: una persona dignitosa non mostra la propria collera, non perché non si arrabbi, ma in virtù dell’autocontrollo che deve a se stessa. Il fatto di non cadere nella trappola della rabbia, di apparire indifferente agli insulti di quelli con cui siamo in disaccordo, toglie armi agli altri, non a noi. Soprattutto nel mantenere la nostra dignità dimostriamo a noi stessi di essere forti. La dignità è la massima espressione della forza.

Penso alla dignità di Martin Luther King Jr, capace di far valere le proprie opinioni senza lasciarsi trasportare dalla rabbia. Quel che provava in privato, restava privato. Ma in pubblico cercava piuttosto la riconciliazione con gli oppositori. Comprendeva bene che il modo in cui conduceva la battaglia era importante almeno quanto le motivazioni della battaglia stessa. Contrastò i suoi avversari, ma non li umiliò mai. Non lo ricordiamo solo per la sua oratoria e il suo coraggio ma anche perché era la personificazione di come dovrebbe comportarsi un personaggio pubblico, specialmente quando è sotto attacco. La dignità consente di dissentire e confrontarsi e al tempo stesso di mostrare quanto certe battaglie meritino di essere combattute. Oggi, invece, pare sia necessario urlare a pieni polmoni ciò in cui crediamo e distruggere i nostri nemici, perché dimentichiamo che c’è un tempo e un luogo per tutto e rifiutiamo di prendere in considerazione che le nostre convinzioni potrebbero anche essere errate. Auto celebrazione e sicurezza di sé hanno preso il posto della dignità.

La dignità è una forma d’arte. Si basa su passioni profonde e complesse, controllate nonostante la loro forza, e sulla capacità di riservare uno spazio alle passioni e uno alla gentilezza. L’orrore del nostro tempo sta nelle troppe persone che hanno solo passioni, da sfoggiare sempre e comunque.

Le persone che amano le proprie convinzioni e le proprie passioni più di tutto il resto sono persone deboli. La presunzione lascia loro poco spazio per guardarsi le spalle, invece la dignità consente di osservare il mondo e, se necessario, colpire prima di essere colpiti. Abbiamo smarrito la dignità e dobbiamo ritrovarla. Abbiamo bisogno di una società che comprenda quanto la mancanza di dignità sia segno di debolezza. 

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