Il dilemma della difesa europea

27/12/2021

La politica russa vero l’Ucraina e la Bielorussia mette a dura prova la coesione dell’Unione Europea.

Istituzionalmente priva di una propria politica estera e difensiva e in quanto unione di stati indipendenti e sovrani che alla Commissione e al Parlamento europeo hanno devoluto una manciata di competenze di carattere prevalentemente economico, l’Unione Europea ha sempre accettato gli indirizzi strategici degli USA, dando per scontato che la difesa dell’Unione fosse compito della NATO, cioè degli USA e degli altri stati aderenti alla NATO.

L’invasione russa dell’Ucraina e la recente politica russa, chiaramente volta a riguadagnare la tradizionale egemonia – prima imperiale poi sovietica − sui paesi al confine orientale e meridionale, pone l’Europa e gli USA di fonte alla necessità di far capire chiaramente se lasceranno mano libera alla Russia oppure no, e fino a che punto gli altri stati d’Europa sono disposti a difendere l’indipendenza e la sicurezza dell’Europa orientale.

In questo mese di dicembre 2021 il presidente Biden ha dichiarato che gli USA applicherebbero sanzioni economiche devastanti alla Russia, se questa facesse avanzare in territorio ucraino le truppe e gli armamenti recentemente ammassati alla frontiera. L’Unione Europea ha dichiarato che farebbe altrettanto e la Germania ha rallentato la certificazione del Nord Stream 2 per mostrare il proprio dispiacere alla Russia. Né negli USA né in Europa si è accennato a un intervento NATO come reazione alla possibile invasione dell’Ucraina, eppure a Putin non è bastato. Ha mandato agli USA una proposta ufficiale di trattato bilaterale nel quale gli USA si impegnerebbero a non autorizzare nessuna iniziativa NATO in Europa senza il consenso previo della Russia. Ha cioè chiesto agli USA di rinunciare formalmente a qualunque iniziativa di difesa europea. Ovviamente gli USA non potranno accettare una clausola simile, ma la minaccia russa è chiara: noi ci sentiamo minacciati dagli USA e dalla NATO in Europa e vogliamo fare i passi che riteniamo utili per la nostra sicurezza, ora che gli USA non paiono disposti a una guerra. L’Unione Europea a questo punto dovrà esprimersi, perché Polonia, Ucraina e Repubbliche baltiche esigeranno un impegno di difesa comune dall’Europa, se gli USA non si mostreranno propensi a intervenire tramite la NATO.

Se nelle prossime settimane gli USA faranno capire di non volere una guerra con la Russia per l’Ucraina e i Paesi Baltici, la Russia proverà ad avanzare in Ucraina per vedere che reazioni ci saranno, i paesi dell’Est Europa ne saranno spaventati, cercheranno di formare nuove alleanze strategiche, cercheranno l’aiuto militare dei singoli paesi europei. Ma gli altri paesi europei difficilmente saranno pronti a offrire davvero aiuto, cioè a dedicare risorse per potenziare la difesa, darsi una strategia comune e un comando strategico comune. Di fronte all’assenza di difesa europea, la Polonia e forse anche altri paesi dell’est potrebbero prendere le distanze dall’Unione Europea, cercare altre soluzioni per il loro futuro. 

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