Breve storia degli Ebrei
Parte III: gli Ebrei in Spagna e sotto dominazione islamica

13/02/2024

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Sebbene la vita ebraica migliorasse sotto il dominio islamico, ci furono limitazioni, persecuzioni, pogrom, soprattutto nelle terre conquistate dall’Islam ma con una larga popolazione cristiana, che a partire dal 1030 prese a sollevarsi sia contro gli Arabi sia contro gli Ebrei, attaccandone i quartieri di residenza. Di particolare rilevanza fu il Massacro di Granada del 1066. Ma ci furono casi di violenza contro gli Ebrei anche in Egitto, Siria e Yemen, da parte di popolazione locale islamizzata. In Marocco la popolazione ebraica venne confinata in quartieri isolati, o mellah, dal XV secolo. Ebrei e Cristiani furono talora espulsi dal Marocco e dalla Spagna islamica nel corso del XII e XIII secolo da governatori particolarmente intolleranti. Di fronte alla scelta tra morte o conversione alcuni Ebrei, come la famiglia di Maimonide, fuggirono a sud e ad est verso terre musulmane più tolleranti, mentre altri andarono verso nord, per stabilirsi nei nuovi regni cristiani. Complessivamente però agli Ebrei sotto dominio islamico fu inflitta meno violenza fisica rispetto a quella provata sotto il dominio cristiano occidentale.

L'età d'oro della cultura ebraica in Spagna (in ebraico Sefarad) fu proprio sotto dominio islamico (711-1031) e coincise con il medioevo in Europa. L'espansione economica e culturale ebraica fu senza pari. A Toledo gli Ebrei si dedicarono alla traduzione di testi arabi nelle lingue romanze, nonché alla traduzione di testi ebraici e greci in arabo. Gli Ebrei contribuirono anche alla botanica, geografia, medicina, matematica, poesia e filosofia. Il pensiero ebraico durante questo periodo fiorì con personaggi famosi come Samuel Ha-Nagid, Moses ibn Ezra, Solomon ibn Gabirol, Yehuda Ha-Levi e Mosè Maimonide. Cordova divenne il luogo d'incontro di dotti ebrei. Il contributo ebraico fu molto rilevante anche in campo commerciale e finanziario.

L’età d'oro finì con la Riconquista. Dopo il decreto dell’Alhambra del 1492 e un editto simile emesso dal Portogallo cristiano nel 1496, la presenza ebraica nella penisola iberica sparì totalmente e per sempre. Gli Ebrei, anche quelli già convertiti a forza, si dispersero non soltanto in altri paesi europei o arabi, ma anche nelle colonie portoghesi nelle Americhe. Mantennero tradizioni linguistiche e culturali specifiche e vengono ancora definiti ebrei ‘sefarditi’, cioè spagnoli.

Nel frattempo a partire dal 1099 l’Europa cristiana aveva tentato di riconquistare il Levante e riassumere il controllo dei Luoghi Santi e dei ricchissimi commerci con l’Asia, organizzando varie spedizioni militari chiamate Crociate. Gli Ebrei avevano aiutato gli Arabi a difendersi contro i crociati. Esistevano allora fiorenti comunità ebraiche in tutta la regione, tra cui Gerusalemme, Tiberiade, Ramla, Ashkelon, Cesarea e Gaza.

Alla fine delle crociate, dal 1260 al 1516 la terra di Israele fece parte dell'Impero dei Mamelucchi, che governarono inizialmente dalla Turchia, quindi dall'Egitto. Gli Ebrei soffrirono persecuzioni e umiliazioni, ma i documenti superstiti confermano almeno 30 comunità urbane e rurali ebraiche agli inizi del XVI secolo.

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