Il terrorismo come strumento di potere internazionale dell'Iran

19/03/2012

Il 7 marzo 2012 Ely Karmon ha pubblicato un saggio sulla campagna terroristica iraniana contro Israele dello scorso gennaio-febbraio 2012, di cui riportiamo un estratto. 

 

(…) Dalla metà degli anni 90 Iran e Hezbollah hanno evitato di organizzare attacchi in Europa,   dopo che, a seguito del processo del 1997 per l’assassinio nel 1992 al ristorante di Mikonos del dissidente curdo-iraniano Sadiq Sarafkindi e di tre  suoi colleghi,  la giuria  condannò  quattro Iraniani e riconobbe come mandanti i più alti rappresentanti dello stato iraniano. Tuttavia il modus operandi degli agenti iraniani e degli Hezbollah loro affiliati (nell’immagine a destra si vede la stretta rassomiglianza fra la bandiera di Hezbollah e quella delle Guardie Armate della Rivoluzione Iraniana da cui Hezbollah dipende) è rimasto il medesimo.  

1)  L’Iran si  appoggia alle comunità sciite libanesi all’estero. Ecco alcuni esempi:

In Argentina negli anni 1990 ci furono due grandi attacchi terroristici contro obiettivi ebraici: l'attacco suicida all'ambasciata israeliana a Buenos Aires del 17 marzo 1992 , pianificato nella Tri-Border area (Argentina-Paraguay-Brasile), che ospita un ampio gruppo di libanesi sciiti, e l'attentato suicida alla sede dell'AMIA Jewish Community a Buenos Aires del 18 luglio 1994.

Secondo le indagini del procuratore generale Alberto Nisman e del procuratore distrettuale Marcelo Martínez Burgos, i servizi segreti iraniani hanno infiltrato l’Argentina creando – dalla metà degli anni 80 – una vasta rete di spionaggio che comprende:

·      l'ambasciata iraniana e i suoi attaché culturali a Buenos Aires;

·      gli estremisti che fanno capo alle moschee sciite At-Tauhíd a Floresta, Al Iman a Cañuelas e El Mártir a San Miguel de Tucumán;

·      aziende di copertura come GTC e Imanco;

·      altri fondamentalisti islamici andati in Argentina soltanto per raccogliere informazioni e organizzare gli attacchi.

A novembre 2005 Alberto Nisman incriminò Ibrahim Hussein Berro per l’attentato suicida contro l’AMIA.  A novembre 2006 il giudice Corral  spiccò mandati di cattura per sette alti ufficiali  del governo iraniano, incluso l'ex presidente Rafsanjani, i diplomatici iraniani di Buenos Aires e Imad Moughnieh, capo del servizio di sicurezza di Hezbollah.

2) Gli Iraniani si servono anche delle infrastrutture offerte da comunità sunnite. In Francia, ad esempio, negli anni 1985-87 Hezbollah fu responsabile di 13 attacchi terroristici nella Metro e in vari centri commerciali. Le autorità francesi arrestarono i membri di una rete terroristica comandata dal tunisino nato a Parigi Fouad Saleh, addestrato in Iran nel 1981-82. Sebbene gli attentati fossero opera di agenti di Hezbollah (sfuggiti alla cattura),  l'arresto portò alla scoperta di un'ampia organizzazione composta principalmente da musulmani nordafricani (sunniti).

Nel 1995 Hezbollah avviò la sorveglianza delle coste di Singapore, raccogliendo informazioni sulle navi della marina statunitense e sulla flotta commerciale israeliana che passano nello stretto di Malacca. Due anni dopo le autorità  sventarono un piano che prevedeva attacchi suicidi contro navi USA che transitavano nello Stretto.

Nel 1999 le autorità filippine arrestarono Pandu Yudhawinata, militante di Hezbollah indonesiano. Yudhawinata rivelò che Hezbollah aveva reclutato un piccolo gruppo di Malesiani e Indonesiani e li aveva mandati in Libano ad addestrarsi per compiere attentati in Australia, nel sudest asiatico e in Israele (…)

In Azerbaijan, nel maggio 2008, la polizia sventò un attentato all'ambasciata israeliana a Baku; furono arrestati due cittadini libanesi, Karaki Ali Muhammad e Najmaddin Ali Hussein (poi condannati a 15 anni di prigione ciascuno) e 4 cittadini azeri. Altre persone coinvolte nell'operazione (di nazionalità iraniana, libanese e azera) riuscirono a fuggire in Iran. Prima dell’attacco alcuni leader della Guardia Rivoluzionaria Iraniana e di Hezbollah si erano recati più volte  a Baku a raccogliere informazioni prima dell’attacco. Il gruppo stava inoltre pianificando un attentato alla stazione radar azera di Qabala, che sorveglia lo spazio aereo iraniano.

Negli USA Manssor Arbabsiar, cittadino statunitense con passaporto iraniano, e Gholam Shakuri, membro iraniano del Quds, una divisione della Guardia Rivoluzionaria Iraniana, furono accusati a fine 2011 di aver complottato per uccidere l'ambasciatore saudita negli USA. Il cugino di Manssor Arbabsiar, un alto ufficiale del Quds, gli aveva chiesto di assoldare un sicario del cartello della droga Zeta per compiere il delitto.

Terroristi iraniani contro obiettivi israeliani del gennaio-febbraio 2012. È già guerra?

Nel gennaio 2012 le autorità azere hanno arrestato due persone sospettate di progettare un attacco contro l'ambasciata israeliana e contro un rabbino della comunità israeliana. Avevano collaborato con un criminale legato ai servizi segreti iraniani.

Nel febbraio 2012 le autorità azere hanno annunciato diversi arresti in relazione a un complotto di matrice iraniana contro cittadini stranieri nel paese. Secondo il Ministro della Sicurezza nazionale gli attentatori avevano già armi ed esplosivi. Si sospetta anche che elementi del Quds pagassero cittadini azeri per attaccare obiettivi israeliani nella capitale Baku.

Nel gennaio 2012 le autorità thailandesi hanno arrestato un libanese, Hussein Atris, che aveva accumulato in un magazzino di Bangkok diverse tonnellate di fertilizzante e una grande quantità di nitrato d'ammonio usato per fabbricare esplosivi. Il 14 febbraio 2012 Saeid Moradi, un ventottenne iraniano, rimase ferito mentre tentava di lanciare un ordigno contro la polizia; qualche minuto prima un'esplosione aveva scosso la casa che condivideva con altri due Iraniani, dove  vennero rinvenuti due ordigni artigianali. Tutti e tre sono stati arrestati: uno di questi sta scontando la pena in Malesia per aver tentato di dirottare un aereo verso Teheran. I tre sono anche sospettati di progettare attentati contro obiettivi israeliani in Thailandia.

Il 13 febbraio 2012 a Tbilisi, capitale della Georgia, ignoti hanno cercato di far saltare veicoli israeliani. A Nuova Delhi invece Yehoshua Koren, moglie dell’incaricato militare israeliano in India, è rimasta gravemente ferita dall'esplosione di una bomba attaccata alla sua vettura. La polizia di Delhi ha arrestato un giornalista sciita indiano, Syed Mohammed Ahmad Kazmi per aver collaborato all’attentato. Kazmi lavorava part-time per un’emittente iraniana e scriveva articoli su media ufficiali iraniani. Nel febbraio 2011 era stato contattato dagli agenti del regime, che gli avevano proposto una grossa cifra di denaro per organizzare l’attentato. Dopo aver ricevuto un anticipo di 5.000 dollari, si era recato più volte in Iran per concordare i dettagli del piano. Dopo lunghi preparativi i terroristi sono arrivati a Delhi con un visto turistico, pochi giorni prima dell’attentato. L'esecutore materiale, fuggito in Malesia il giorno dopo l’attentato, è stato identificato; ha alloggiato a New Delhi per più di un mese ed è stato a casa di Kazmi diverse volte.

Le agenzie di intelligence vogliono ora scoprire se l'attentato è stato organizzato da un'organizzazione terroristica iraniana o da Hezbollah.

Inoltre è stato scoperto che 4 terroristi di al Quds sono entrati in Turchia portando con sé armi e munizioni lo scorso febbraio. Saranno presi prima di mettere in atto qualche attentato? 

 

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