La Serbia
l'UE e la questione del Kosovo

05/04/2012

Il presidente serbo Boris Tadic si è dimesso ed ha indetto nuove elezioni, che si terranno il 6 maggio 2012. Sia Tadic, candidato alle elezioni, sia il suo maggiore rivale Tomislav Nikolic vogliono l’adesione della Serbia all’Unione Europea, ma non intendono rinunciare alla sovranità della Serbia sul Kosovo. Alla domanda se sarebbe stato disposto ad abbandonare il diritto di sovranità sul Kosovo in cambio dell’ingresso della Serbia nell’Unione Europea, Nikolic ha risposto: “È come se chiedeste a un padre  che ha due figli quale dei due abbandonerebbe”. 

Un’esagerazione  arrogante da parte dei soliti Serbi nazionalisti e guerrafondai?  Immaginiamo che invece di trattarsi della secessione del Kosovo si trattasse della secessione della Padania dall’Italia. O della secessione dei paesi baschi dalla Spagna. Entrambe ipotesi non del tutto irrealistiche sul medio periodo. Che scelta faremmo noi?

Il Kosovo ha un valore simbolico profondo per i Serbi: lì nacque il regno serbo nel XII secolo, e questa parte della storia ha ancora parte di rilievo dell’identità profonda del popolo serbo.La dolorosa rinuncia a una parte della propria identità storica  può – deve – essere fatta in nome di valori e di interessi più alti. In nome degli Stati Uniti di Europa, per esempio, solidali e democratici.

Ma quali sono nella realtà attuale i valori e gli interessi comuni europei? L’essere governati da una burocrazia sovranazionale non eletta, dunque irresponsabile per definizione? Condividere il ruolo di ancelle economiche della Germania all’interno dell’eurozona, senza esser mai chiamati a votare su questa scelta, né in elezioni nazionali né in elezioni europee?   

Abbiamo accettato per decenni che chi si faceva portatore del concetto di Unione Europea  non potesse che essere un giusto degno di totale fiducia, abbiamo creduto per decenni che  l’Unione Europea sarebbe stata la soluzione ai mali storici dell’Europa, compiendo un atto di fede, senza discutere concretamente COME si potesse o dovesse costruire l’Europa.   

È ora che alla fede subentri il raziocinio e la  riappropriazione di sovranità: è ora di pretendere di creare l’Europa politica – o fra qualche decennio non ci sarà Europa.

Laura Camis de Fonseca

 

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