La Cina e la politica delle ferrovie

03/06/2015

Nel 2014 la Cina ha firmato un accordo di cooperazione con il Brasile e il Perù per investire in una ferrovia da oceano a oceano, che collegherà il porto brasiliano di Açu e quello peruviano di Ilo. Il progetto, che ha subito suscitato le critiche dei gruppi ambientalisti, sarebbe la prima infrastruttura intercontinentale ad attraversare il Rio delle Amazzoni e la cordigliera delle Ande per collegare le due coste del Sud America, che sono sempre state divise da queste due barriere naturali (vedi immagine).

Dopo aver finanziato e realizzato il grandioso sviluppo della rete ferroviaria interna, la Cina ha cominciato a vagliare e incoraggiare progetti di costruzione di ferrovie in giro per il mondo, creando un mercato internazionale per la propria tecnologia e il proprio materiale rotabile. Lo sviluppo di grandi infrastrutture oltremare permette a Pechino di alimentare la domanda per le sue industrie, espandere mercati per future esportazioni di beni di consumo, e al contempo accrescere la sua influenza in giro per il mondo. 

L’interesse cinese per ferrovie, porti e altre infrastrutture legate ai trasporti riflette una profonda preoccupazione strategica per il controllo delle rotte marittime. Il commercio globale è fondamentale per l’economia cinese, ma gran parte delle merci viaggiano via mare, lungo rotte che attraversano strettoie che possono diventare choke points, punti di strangolamento del flusso di esportazioni e importazioni necessarie all’economia (vedi mappa a lato).

Lo sviluppo di grandi infrastrutture oltremare permette a Pechino di alimentare la domanda per le sue industrie, espandere mercati per future esportazioni di beni di consumo, e al contempo accrescere la sua influenza in giro per il mondo.

Diversificare il più possibile le reti di trasporto globali è dunque un interesse strategico per Pechino. La riapertura della Via della Seta è un altro esempio di questa strategia, perché permetterà il movimento via terra di beni e persone dalla Cina all’Europa attraverso tutta l’Asia centrale, meridionale e sudorientale (vedi mappa a lato). Queste infrastrutture permetteranno alla Cina di creare una robusta rete commerciale intercontinentale, che aumenterà grandemente la sua sicurezza non soltanto in campo economico, ma anche militare, aprendo vie di rifornimento e di dislocazione di truppe ed equipaggiamenti in tutte le direzioni.

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