L’albero della memoria. La Shoah raccontata ai bambini
di Anna e Michele Sarfatti, illustrazioni di Giulia Orecchia

11/09/2016

È possibile parlare di Shoah ai bambini? Quali parole possiamo usare, quali immagini mostrare e quali storie raccontare? Come non traumatizzarli senza mentire su quanto accadde? Come avvicinarli al mistero di qualcosa che neanche gli adulti riescono a comprendere a fondo? Sono interrogativi legittimi, che possono indurci a desistere. Ma l’esperienza quotidiana di tanti docenti, i percorsi e i lavori che sono riusciti a realizzare con i loro piccoli studenti mostrano che parlare di Shoah ai bambini non è un’impresa impossibile e, soprattutto, che ne vale la pena.

Per farlo non serve un corso di storia; serve piuttosto saper raccontare delle storie, selezionandole con cura. Quella narrata da L’albero della memoria ha tutte le caratteristiche per essere una buona storia per avvicinare i più piccoli alla conoscenza delle leggi razziali e della Shoah. Attraverso l’uso delle rime il libro narra la vita del piccolo Samuele, bambino ebreo di Firenze, dal 1935 fino alla liberazione della città, nell’agosto del 1944. La narrazione tralascia deliberatamente drammi che i bambini non potrebbero né comprendere né reggere emotivamente e dà molto spazio anche alla vita del protagonista e della sua famiglia prima che diventino vittime, mostrandole come persone vive, calate nella loro quotidianità. Questo meccanismo è fondamentale non solo per far conoscere ai bambini tradizioni di cui probabilmente non sanno molto, ma anche per farci sentire più vicini i protagonisti e capire lo choc subito nel momento in cui persero tutto. Non potendo trattare lo sterminio, gli autori si concentrano sulla perdita – concetto più vicino e comprensibile, di cui i bambini potrebbero aver avuto esperienza – e sull’importanza della memoria, specie sul ruolo che può giocare proprio nel superamento della perdita.

Lodevole è l’accuratezza della ricostruzione del contesto storico, affidata a riquadri che affiancano le vicende di Samuele e a un’appendice ricca di documentazione. A chiudere il volume, una serie di domande e risposte sulla Shoah: domande intelligenti, cui non è detto che gli adulti sappiano sempre rispondere in modo così semplice e puntuale. 

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