Yehudit Arnon
A passo di danza. Il trionfo della vita su Auschwitz

28/03/2017

Yehudit Schischa-Halevy, nata il 15 ottobre 1926 a Komarno in Cecoslovacchia, era la più giovane dei tre figli di Ludwig Schischa-Halevy (1881-1944) e di Elisabeth Hoffmann (1891-1944).

Il cognome Schischa (in ebraico significa il numero “sei”) indica radici sefardite.

L’11 giugno 1944 la famiglia Schischa-Halevy fu deportata ad Auschwitz, dopo aver trascorso tre giorni nel ghetto di Komarno. Di tutte le selezioni che dovette affrontare in quegli anni, Yehudit ricordò sempre in modo particolare quella davanti a Mengele, all’arrivo ad Auschwitz: lei gli disse in tedesco che avrebbe voluto rimanere accanto alla mamma malata; lui con modi cortesi la rassicurò, poi inviò la madre direttamente alla camera a gas e Yehudit al campo di Birkenau con altri giovani. Nella video-intervista allo Yad Vashem Yehudit dice di quel periodo: “In qualche modo siamo riusciti a scamparla e persino a divertirci tra di noi. Mi chiedevano di fare qualche movenza acrobatica e altre volte qualche passo scherzoso, credo di aver fatto qualchecosa di buono”.

Poco prima della vigilia di Natale del 1944 un kapò riferì a Yehudit che le SS volevano che ballasse alla loro festa di Natale. Lei rifiutò e per punizione fu costretta a stare ritta nella neve tutta la notte, a piedi nudi. Per non congelare ripeté per ore esercizi sulle punte appresi anni prima a scuola di danza. Quella notte decise che, se fosse riuscita a sopravvivere, avrebbe dedicato la vita alla danza.

Yehudit sopravvisse al gelo, al lavoro forzato, alla marcia della morte e all’estrema sfida con la morte a maggio del 1945, che raccontò nel 2002. Era in un campo in Moravia, in piedi con altri sopravvissuti davanti al plotone di esecuzione. Sentì caricare le armi, poi “all’improvviso udimmo delle urla e i Tedeschi si misero in fuga: stava arrivando l’Armata Rossa. Questo momento cruciale tra la morte e la libertà causò un caos totale”. Riuscì a scappare e raggiunse Budapest, dove insegnò danza ai bambini orfani e creò le coreografie per gli spettacoli dell’organizzazione sionista Ha-Shomer- Ha-Tsa’ir. Conobbe così molti artisti, tra cui Irena Duckstein, danzatrice ungherese che aveva insegnato all’Accademia di Educazione Fisica di Budapest e nel 1946 era preside della Facoltà di Movimento nelle Arti. Prima della guerra Irena era stata assistente del coreografo tedesco Kurt Jooss. Irena offrì a Yehudit di diventare sua assistente, ma Yehudit non accettò perché nel frattempo aveva incontrato colui che sarebbe diventato suo marito, Yedidya Ahronfeld (nato a Budapest nel 1922), che aveva deciso di andare in Palestina. Si sposarono il 16 giugno 1946 e cambiarono il cognome in Arnon.

Negli anni 1946-47 Yehudit allestì due spettacoli in occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori (1 maggio). Era già evidente la sua capacità di coinvolgere le persone e creare danze emozionanti. Prima del lungo e complicato viaggio verso la Palestina, Irena Duckstein fece a Yehudit un corso intensivo di tre giorni sulla teoria della danza e sulle tecniche di danza moderna.

Alla fine del 1947 Yehudit e Yedidya partirono per la Terra d’Israele con la coppia di amici Beer e oltre cento bambini ebrei orfani di età compresa tra i 6 e i 16 anni, per lo più sopravvissuti alla guerra nascondendosi nei boschi dell’Europa orientale. Con l’aiuto dell’organizzazione sionista Bricha, che si occupava dell’immigrazione clandestina in Palestina, il gruppo percorse a piedi, di nascosto, il lungo tragitto dall’Ungheria all’Austria, dove trovarono i camion con cui raggiungere Innsbruck ed entrare in Italia. Giunsero a Milano, in via dell’Unione 5, dove c’era il principale centro di smistamento di rifugiati ebrei. Yehudit e i suoi compagni vennero quindi destinati al Casa della Gioventù Ebraica di Avigliana, dove trascorsero nove mesi.

Nel campo Yedidya insegnava matematica ai corsi dell’ORT, Yehudit seguiva corsi di sartoria e insegnava danza ai bambini, riuscendo così a superare il problema della mancanza di una lingua comune. 

Yehudit, Yedidya, i Beer e il loro gruppo di bambini s’imbarcarono a Napoli sulla nave Teti e giunsero ad Haifa il 30 settembre, durante la guerra d’indipendenza di Israele. I cento ragazzini furono mandati nei kibbutz di Beit Qama e di Gan Shmuel, gli Arnon e i Beer andarono a vivere nel kibbutz di Ga’aton in Galilea, insieme ai primi pionieri sionisti ungheresi. A Ga’aton vive ancora oggi Yedidya, fotografato qui a fianco con le tre figlie Ruthie, Ronnith ed Efrat, oltre che con la ricercatrice Giulietta Weisz e con il professore di storia Amos Raban.

Nel 1950 Yehudit fondò la sezione di danza artistica del Movimento Alliance, che portava nei kibbutz l’educazione artistica e la danza popolare. Yehudit riuscì a convincere i membri del kibbutz dell’importanza della danza moderna e la sua scuola divenne un punto di riferimento per tutta la regione. Della sua impresa artistica disse: “Il kibbutz ha costruito la sala di danza prima della sala da pranzo. Il kibbutz è arrivato qui senza scarpe. Questo corridoio è diventato un tempio per tutta la regione”. Yehudit sviluppò una filosofia educativa che propone nel programma di studio e di sviluppo del corpo del danzatore una combinazione di tecnica e di creatività.

Il suo allievo prediletto fu Rami Beer, figlio dei compagni dell’Aliyah Bet, che iniziò a prendere lezioni di ritmica da Yehudit all’età di tre anni. Lavorò con lei per decenni, unito a lei da un legame speciale, fin quando divenne il famoso artista creativo che tutti conosciamo per le sue frequenti tournée in Italia.

Nel 1970 venne costituita la Kibbutz Contemporary Dance Company, di cui Yehudit fu direttore artistico dal 1973. La KCDC ha rapporti di stretta collaborazione con le principali figure della danza a livello mondiale, come i coreografi Mats Ek, Ohad Naharin, Jiri Kylian, Christopher Bruce, Kei Takei, Susanne Linke, Hada Oren, Oshra Elkayam. Dal 1977 il laboratorio di formazione di Yehudit richiamò coreografi e danzatori da tutto il mondo.

Yehudit morì il 17 agosto 2013, all’età di 87 anni, lasciando il marito Yedidya, tre figlie, otto nipoti e una vasta ‘famiglia’ di grandi danzatori e coreografi. È sepolta nel kibbutz Ga’aton.

Il 20 ottobre 2013 uno degli edifici principali del KCDC nell’American Dance International Village del kibbutz Ga’aton venne chiamato “Yehudit Arnon Dance Center” con una solenne cerimonia.

 

Fonti :

1)    http://jwa.org/encyclopedia/article/arnon-yehudit 

2)    http://www.allreadable.com/62a17FXU

3)    http://www.midnighteast.com/mag/?p=27817

4)    http://www.etudier.com/dissertations/Analyse-Chor%C3%A9graphique-D%C3%A9ca-Dance-Ohad/66517063.html

5)    http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=55429

6)    http://www.comune.avigliana.to.it/File/Inv_Arch_Storico_1603_1945.pdf

7)    http://www.kcdc.co.il/en/founder/

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