Il sistema finanziario
Parte III

09/09/2014

Il denaro è qualunque mezzo utilizzato per gli scambi, la moneta è il denaro utilizzato legalmente per gli scambi all’interno del territorio dello stato, ed eventualmente anche per il commercio estero, se la controparte lo accetta.

A seconda degli stati e dei periodi storici, a volte la moneta è stata imposta per legge in tutto il territorio dello stato, diventando ‘a corso legale’ o ‘a corso forzoso‘, oppure è stata usata senza bisogno di imposizione legale, perché i cittadini avevano fiducia nel valore della moneta.

Questa banconota era pagabile al portatore’, cioè chi la possedeva poteva andare in banca e farsi dare in cambio altre monete, anche in oro o argento. La banconota accanto era a corso legale, e chi la possedeva non poteva pretendere in cambio nulla dallo stato o dalle banche, ma per legge doveva accettarla in pagamento di beni o servizi nel territorio del regno di Italia, se non voleva esser processato e condannato.

Spesso però le persone comprano o vendono a credito, cioè rimandando il pagamento a più tardi, se si fidano. Chi si fida mette a disposizione di un altro, per un certo periodo, un bene o del denaro che al momento può risparmiare, non utilizzare. Il credito è l’impiego del risparmio di qualcuno, a beneficio temporaneo di un altro, ed è basato sulla fiducia.

È normale che le persone abbiano bisogno di credito, cioè di prestiti, per fare affari importanti, o per acquisti importanti. Se riescono ad avere la fiducia di una banca o di altri prestatori di denaro, riescono ad avere un ‘finanziamento’ finalizzato ad uno scopo specifico, ad esempio l’acquisto di una casa o di una macchina per produrre.

Non tutti i prestiti sono finalizzati. Se io oggi dimentico a casa il borsellino, oppure ho finito lo stipendio, e chiedo a un collega 50 euro che restituirò entro pochi giorni, si tratta di un prestito non finalizzato. Io utilizzerò i 50 euro come vorrò, senza dover chiedere il permesso al collega. Invece un prestito finalizzato, o finanziamento, è fatto soltanto per un progetto preciso, che ha una chiara utilità economica.

Se compro una casa, ad esempio, non pago più l’affitto, e con i soldi dell’affitto risparmiato posso pagare le rate del mutuo, cioè gli interessi sul prestito e il prestito stesso. Inoltre so che di solito le case aumentano di valore nel tempo, dunque l’acquisto della casa non è soltanto una spesa, ma anche un buon investimento. Lo spiego alla banca, e se la banca si fida mi concede il finanziamento o mutuo, chiedendo la casa stessa in garanzia. Se io non pagassi il mutuo, la banca venderebbe la casa, si terrebbe i soldi del prestito e mi darebbe l’eventuale differenza. Oppure sono un fabbricante di pezzi di precisione e voglio acquistare un macchinario di tecnologia più avanzata. La banca mi potrebbe finanziare e chiedere la macchina in garanzia, ma si fiderà davvero se dimostrerò che con quella macchina migliorerò la produzione e i profitti, e potrò pagare le rate del finanziamento senza problemi.

Le banche e gli altri intermediari finanziari fanno parte del “sistema finanziario”. Un altro elemento basilare del sistema finanziario è la Borsa. La Borsa, cioè il mercato dei titoli di credito, è essenziale per il buon funzionamento del sistema finanziario.

Si chiamano ‘titoli di credito’ i documenti che certificano che il debitore X pagherà una certa cifra a chi possiede quel documento. Qui ad esempio la Repubblica italiana, la Società del Canale di Panama e una società tedesca che gestisce un acquedotto certificano di dover pagare certe cifre a una certa data. Si tratta di OBBLIGAZIONI, perché i debitori riconoscono l’obbligo di pagare esattamente quella cifra esattamente in quella data.

In altri titoli si dichiara che chi possiede il titolo possiede anche, in tutto o in parte, certi beni che vengono descritti nel titolo stesso. Si tratta di ‘azioni’. Qui ad esempio si dichiara che il possessore del titolo possiede una quota della Cooperativa del Popolo, o della società Lehman brothers, o della società Union Stock Yards, perché l’ha comperata versando una certa cifra. Ma le società possono guadagnare o perdere valore negli anni, perciò il titolo ha un valore che varia. E non c’è scadenza per il rimborso: è una proprietà che si può vendere, se e quando qualcuno la vuole acquistare.  

Quanto valgono quelle quote? Il valore dei titoli di credito, così come il valore di qualunque altro bene, è quello che qualcuno è disposto a pagare per comperarli. I titoli si vendono e si comperano in Borsa, e la Borsa registra i prezzi di vendita e di acquisto, minuto per minuto. L’ultimo prezzo di vendita o di acquisto di un titolo è il ‘valore’ di quel titolo, finché il prezzo non cambia. Per questo la Borsa non è soltanto un mercato, ma anche il luogo in cui si determinano i VALORI dei titoli. Se non ci fossero le Borse, il sistema finanziario sarebbe inceppato.

Se non ci fosse la Borsa Piero, che ha un bel po’ di risparmi , non li impresterebbe al fabbricante che vuole acquistare nuovi macchinari. ‘Se mi capitasse un incidente imprevisto, dei risparmi avrei bisogno io’, pensa Piero. ‘E se il fabbricante non mi restituisse subito i soldi, come farei?’. Ma c’è la Borsa, perciò Piero impresta i suoi risparmi, perché sa che, se ne ha bisogno, può portare il suo titolo di credito in Borsa, venderlo ed avere subito il denaro liquido. La Borsa rende i titoli ‘liquidi’.

Il sistema finanziario mette in comunicazione tutti coloro che hanno risparmi con tutti coloro che hanno bisogno di finanziamenti. Questo si intende quando si dice che il sistema finanziario ‘fa girare il denaro’.

Dato che con il credito si fabbricano e si comprano beni e servizi – come ad esempio una casa, un’auto - il credito è il motore dell’economia reale. Se i risparmi rimanessero fermi in banca, senza circolare, non servirebbero, non creerebbero nuova ricchezza per nessuno. A che servirebbero i risparmi se rimanessero fermi, senza circolare? Non sarebbero neppure sicuri, potrebbero perder valore comunque.

I risparmiatori possono comperare titoli in Borsa tramite gli intermediari finanziari, agenti di vendita che consigliano ai risparmiatori titoli di aziende, o di stati, o altri prodotti finanziari tipo i ‘fondi’, che sono un mix di titoli. Il risparmiatore è il solo responsabile dei propri acquisti in Borsa, e in cambio dei risparmi avrà in mano TITOLI. I titoli potrebbero anche perdere gran parte del loro valore nel tempo, se la scelta non è stata oculata. L’intermediario è pagato con una ‘commissione’, una percentuale.

Anche le banche oggi fanno questo tipo di intermediazione, che un tempo non potevano fare. Molti ritengono che non dovrebbero farlo, ma dovrebbero limitarsi al loro lavoro specifico, che è di primaria importanza per l’economia: la raccolta del risparmio, e il suo impiego a basso rischio nelle attività economiche.

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