I ‘campi’ nazisti

25/09/2017

Quando si parla di campi o lager nazisti, a che cosa ci si riferisce? È necessario specificare sempre di che tipo di campo si stratta perché, fermo restando il comune disprezzo dei diritti e della vita dei prigionieri, i campi furono di varia natura ed ebbero vari scopi.

Il lager è la struttura caratterizzante il nazismo: tra il 1933 e il 1945 la Germania nazista e i suoi alleati crearono più di 15000 campi di concentramento: per prigionieri di guerra, per ‘asociali’ e nemici politici, per malati incurabili, per lavori forzati di utilità bellica, per lo sterminio di massa.

 

(mappa 1) I campi di concentramento (KonzentrationsLager o KL) vennero utilizzati dal sistema repressivo nazista fin da marzo 1933, in seguito alla promulgazione del decreto «per la protezione del popolo e dello Stato». Il primo fu a Dachau, nei pressi di Monaco di Baviera, per oppositori politici o altri potenziali ‘nemici’. Nell’estate del 1933 c’erano già 13 campi che racchiudevano 27000 prigionieri politici.
Nel 1935 per la gestione di questi campi fu istituito un apposito corpo di SS: le cosiddette TotenKopfVerbände, unità “testa di morto”.

Nel 1936-37 i campi vennero riorganizzati. Ne rimasero quattro molto grandi: Buchenwald, Dachau, Lichtenburg e Sachsenhausen. Qui i prigionieri lavoravano come schiavi, sfruttati fino allo stremo delle loro risorse. Quasi la metà dei prigionieri vi morirono di fatica, fame e violenze, ma solo dopo essere stati spremuti fino alla fine.

 

(mappa 2) L’ideazione dei campi di sterminio (VernichtungsLagern) risale al periodo 1941-42. Furono 6, tutti dislocati in Polonia: due (Chelmno e Auschwitz) nei territori annessi alla Germania, gli altri 4 (Belzec, Sobibór, Treblinka e Lublino-Majdanek) nel Governatorato generale, cioè nella parte della Polonia non annessa direttamente al Reich, dopo l’occupazione da parte della Wermacht nel settembre del 1939. Qui venivano portati e uccisi gli Ebrei arrestati in tutti i territori europei occupati dai Tedeschi. Vi furono occasionalmente uccisi anche altri gruppi di prigionieri, per ‘comodità’, ma i campi di sterminio furono ideati e utilizzati esplicitamente per lo sterminio pianificato e organizzato degli Ebrei d’Europa.

Questi campi hanno antecedenti nei reparti di eutanasia (programma T4) che, sotto responsabilità medica, prevedevano la soppressione di cittadini tedeschi affetti da malattie genetiche inguaribili e da portatori di handicap mentali, le cosiddette “vite indegne di essere vissute”.

 

(mappa 3) Ad Auschwitz (Ozwiecim) venne aperto un campo di sterminio accanto a un campo di lavori forzati per l’industria bellica. Auschwitz divenne così uno dei campi misti, dove all’arrivo si operava la selezione di chi poteva servire temporaneamente per i lavori forzati, mentre gli altri andavano direttamente alla morte per gas.

 

(mappa 4) I campi di lavoro forzato lungo l’avanzata del fronte. Durante la guerra i Tedeschi usarono Ebrei e prigionieri sovietici come addetti a durissimi lavori forzati per la costruzione di strade, ferrovie, ponti per l’avanzata. Alla fine di quel tratto di lavoro i prigionieri ancora vivi venivano consegnati alle SS per la fucilazione. La famiglia di Susie fu prigioniera in questo tipo di campi.

 

 

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