Nazione, stato
l'opinione di Theodore Dalrymple

28/03/2012

 

Citiamo alcuni brani di un articolo di Dalrymple per il City Journal del 22 marzo 2012, sulla richiesta di referendum per l’indipendenza della Scozia.

Il sanguigno conservatorismo democratico di Dalrymple è come un sorso di ottimo vino d’annata.

“Forte del successo elettorale, il Partito Nazionale Scozzese ha chiesto un referendum per ottenere l’indipendenza l’anno prossimo, che potrebbe portare alla frammentazione del Regno Unito.  Essere parte di un paese – la Gran Bretagna appunto – la cui potenza a livello globale è ormai decaduta non è più motivo di orgoglio ma di imbarazzo.  Come disfarsi di tutte le colpe dell’impero britannico – che gli Scozzesi hanno attivamente contribuito a costruire – se non facendosi passare per ‘povero paese colonizzato’ rispolverando un po’ di sano nazionalismo? 

(…) L’idea stessa di ‘nazionalismo scozzese’ sembrerebbe anomala in un’Europa dove ormai la sovranità nazionale è stata ceduta a poco a poco all’UE.  Dopotutto circa l’80% delle nuove leggi e regole di ogni stato membro dell’UE è diretta emanazione di Bruxelles. La legge europea ha il primato sulla legge nazionale, indipendentemente dalla tradizione legale dei singoli paesi o delle promesse dei governi democraticamente eletti. Il nazionalismo scozzese fiorisce proprio ora che  il significato stesso di indipendenza nazionale ha sempre meno sostanza.

Una nuova Scozia indipendente sarà senz’altro più filo-europea della Gran Bretagna – dato che così potrà ottenere aiuti economici – e per gli architetti dell’impero europeo ogni piccolo contributo può essere d’aiuto. Poco importa che non è un impero quello che stiamo costruendo, ma una grande Yugoslavia (….)

Trovate strano tutto ciò? Io penso proprio di no, se prendiamo atto che la classe politica europea si sta trasformando in una casta, e lungo il percorso istituisce  una ‘nomenklatura’ di burocrati. Indipendentemente dalle conseguenze che potrebbe avere l’indipendenza scozzese sulla popolazione,  si può esser certi che i ranghi più alti troverebbero una buona sistemazione sia a Edimburgo sia a Bruxelles.”

 

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