Europa, mercato dei capitali
e agenzie di rating

08/06/2010

Un’analisi geopolitica liberamente tratta da un saggio di George Friedman per Strategic Forecast.

Il 2 giugno 2010 la Commissione Europea ha annunciato di voler affidare ad un nuovo organismo europeo – lo European Securities and Market Authority (ESMA), che dovrebbe entrare in funzione nel 2011 –  la supervisione sulle agenzie di rating internazionale. L’annuncio è giunto un giorno dopo che Standard & Poor aveva declassato il debito del Comune di Bruxelles.

La volontà di mettere sotto controllo le agenzie di rating statunitensi – Moody’s, S&P e Fitch – nasce dal ruolo che queste hanno avuto durante la crisi economica europea. I governanti europei sostengono che non sia giusto lasciare il destino degli stati dell’Unione alle istituzioni finanziarie statunitensi, e dunque premono per regolamentare le agenzie statunitensi o per crearne di nuove in Europa.   

 

Come si è giunti alla situazione attuale?

La Banca Centrale Europea (BCE) accetta illimitatamente in garanzia i titoli di stato dei paesi dell’area dell’Euro, in base al loro rating internazionale (rating = valutazione della affidabilità del debitore, dunque della probabilità che il debito venga pagato). Poter far ricorso alla liquidità  della BCE emettendo titoli di stato è indispensabile ai  governi europei fortemente indebitati  ed è una manna per le banche, che ci guadagnano in commissioni. I titoli greci hanno raggiunto un rating così basso da non poter più essere utilizzate come ‘collaterali’ (cioè come garanzia per ottenere in cambio liquidità), e le banche non hanno più interesse a comprarli. La BCE ha evitato la bancarotta della Grecia abbassando eccezionalmente la soglia di rating per l’accettazione in pegno dei suoi titoli di stato, ma l’episodio dimostra quanto l’Europa sia dipendente dal rating dei prodotti finanziari internazionali, che non è fatto dagli Europei.

Ecco come funziona il meccanismo:

·         lo stato emette titoli di debito (obbligazioni, Buoni del Tesoro);

·         le banche private li comprano, e li depositano  in garanzia alla Banca Centrale Europea (BCE);

·         la BCE a fronte dei titoli di stato concede finanziamenti a tassi molto bassi, con cui le banche private comprano altri titoli di stato, che portano di nuovo alla BCE, che dà altra liquidità a tasso molto basso, con cui le banche comprano altri titoli di stato, e cosi via…

Sembrerebbe logico che i debiti di banche e governi europei venissero valutati da agenzie di credito europee. Ma la geopolitica ha fatto sì che le tre istituzioni che controllano il debito europeo siano americane e, fino a quando gli Europei non riusciranno a superare con una comune volontà politica una serie di limiti geografici e storici, tutti gli sforzi per creare nuove istituzioni finanziarie europee saranno futili e serviranno soltanto a lenire momentaneamente i problemi.

 

Come e perché si sono sviluppate le agenzie di rating

La valutazione dei titoli finanziari serve a rassicurare gli investitori sullo solvibilità di chi emette obbligazioni (o azioni): aziende, amministrazioni locali o stati. Gli investitori si basano abitualmente sul rating delle agenzie nel prendere decisioni. I titoli che offrono interessi più elevati normalmente sono più rischiosi, e gli investitori si affidano alle agenzie di rating per capire il livello di rischio.

Le agenzie di rating si comportano come i critici cinematografici: valutano la qualità di un credito come i critici valutano la qualità di un film, e la loro opinione influenza i comportamenti degli spettatori/investitori. Proprio come i film, che richiedono capacità di capire le tradizioni culturali diverse in cui vengono ideati e prodotti, ed i diversi gusti di diverse tipologie di spettatori, anche i titoli finanziari hanno caratteristiche diverse. Sia i governi (di paesi sviluppati o in via di sviluppo) sia i privati (aziende o banche) emettono titoli di debito. Un’agenzia di rating che opera a livello planetario deve saper valutare in maniera chiara come si formano e si muovono i capitali a livello globale, ma non può specializzarsi troppo su singoli prodotti o singoli mercati. Allo stesso modo un critico esperto di cinema italiano postmoderno difficilmente sa valutare le sfumature di un film d’azione hollywoodiano.

La nascita e lo sviluppo delle agenzie di rating è dunque strettamente collegata ai tempi e ai modi di formazione dei grandi capitali e delle opportunità di investimento. A questo punto è facile capire perché le principali agenzie di credito sono statunitensi: la geografia degli USA  favorisce la formazione di grandi capitali. Un sistema fluviale e lacustre interconnesso collega fra di loro le grandi pianure del continente, e le collega ai porti dell'Oceano Atlantico e del Golfo del Messico. Se il costo dei trasporti è basso, gli utili commerciali crescono e il . Inoltre gli Stati Uniti sono una singola entità politica dalla fine del XVIII secolo,  e  hanno usato le risorse per arricchirsi e non per farsi la guerra fra regioni. capitale si accumula più velocemente

L’Europa invece è un’entità geografica divisa fatta di isole, penisole e montagne che tagliano il continente in lungo e in largo. La storia testimonia che è pressoché impossibile controllare l’intero continente, e anche se vi sono numerosi fiumi navigabili e il trasporto lungo le coste è economico, la geografia ha favorito la creazione di diversi centri di accumulazione del capitale, oltre che di diverse entità politiche. L’esistenza di tanti stati diversi  ha ulteriormente favorito la suddivisione dei mercati dei capitali. I centri politici vogliono avere il controllo sulle banche locali, da usare per promuovere politiche espansionistiche e per accaparrarsi fette di mercato. In Europa i centri in cui si concentra il capitale sono sorti sui fiumi e sulle coste dei   diversi stati, là dove la geografia favorisce trasporti e commercio (Londra, Milano, Parigi, Francoforte, Ginevra, Vienna, Stoccolma).

 

La geografia dello sviluppo e i vari tipi di capitalismo

Ironicamente sono stati proprio gli ostacoli geografici all’interno di un unico stato a favorire la nascita delle agenzie di rating in America. Nonostante costi limitati per il trasporto delle merci, trasformare gli Stati Uniti un unico ente politico ed economico ha richiesto sforzi non indifferenti. Prima di costruire la ferrovia costa-a-costa gli investitori di New York, Boston e Filadelfia non sapevano come raccogliere informazioni per capire come investire i propri risparmi nell’Ovest del paese, a mezzo continente di distanza. Ed è proprio all’epoca della costruzione delle ferrovie alla fine del XIX secolo che si sono sviluppate le agenzie di rating S&P e Moody’s, per raccogliere informazioni e dare valutazioni sulle possibilità di investimento nel Far West agli investitori capitalisti che erano a New York o Chicago.  

In Europa invece gli investimenti si concentravano in aree ristrette, all’interno di stati nazionali di estensione limitata.

L’isolamento geografico degli Stati Uniti,  lontani migliaia di chilometri dai grandi centri di potere del resto del mondo, ha fatto sì che l’America non dovesse competere direttamente con altri governi nella fase di accumulo di capitale, e non dovesse far leggi per impedire gli investimenti all’estero. Gli Stati Uniti non hanno dovuto preoccuparsi delle minacce esterne almeno fino alla guerra del 1812. Tutto ciò  ha favorito il libero spostamento di capitali e la crescita economica, senza interferenze dal governo.  Il governo non si curava molto di sapere chi fosse vincitore o perdente negli investimenti,  perché si trattava comunque di suoi cittadini. Dunque gli investitori facevano affidamento soltanto sulle agenzie di rating  per decidere i propri investimenti. Questo non significa che il governo americano non badasse all’economia, ma sicuramente interveniva molto  meno rispetto ai governi dell’Europa continentale.  

L’Europa invece è un calderone di entità politiche con molti problemi di sicurezza.  Con l’avvento dell’industrializzazione all’inizio del XIX secolo gli stati europei capirono che non potevano lasciar  fluire i capitali liberamente attraverso le frontiere, e poi stare a vedere a che conseguenze portava.  Soltanto il Regno Unito poteva lasciar libero il mercato,   a causa del suo isolamento geografico e politico dal resto del continente. L’industrializzazione divenne un elemento fondamentale della sicurezza per gli stati europei  – specialmente per quanto riguarda la produzione di carbone e acciaio – e l’accumulo di capitali divenne necessario per la costruzione dello stato.  

La Germania è un classico esempio: Berlino favorì sin dall’inizio  i legami fra le banche e gli industriali – che spesso sedevano nel consiglio di amministrazione degli istituti finanziari. La collusione fra politici, industriali e istituzioni finanziarie fu un elemento necessario per lo sviluppo degli stati europei, e tuttora influenza la politica del continente. Le aziende europee, a differenza di quelle statunitensi che si finanziano sui mercati, dipendono tuttora dai finanziamenti delle banche (in Germania quasi l’80% delle aziende). Gli istituti finanziari parastatali sono sparsi in tutto il vecchio continente (ex. Cajas in Spagna o Landesbanken in Germania). In un ambiente economico condizionato dalla politica, il valore delle informazioni delle agenzie di rating è piuttosto scarso. È molto più importante sapere che intenzioni ha il governo, che regolamenti sono in preparazione.

 

Implicazioni future

Le agenzie di rating hanno potuto svilupparsi e prosperare negli USA grazie alla politica del laissez-faire, ai benefici della libera circolazione dei capitali e alla quasi totale assenza di problemi di sicurezza.In quanto potenza egemone di solito gli Stati Uniti sono percepiti come arbitri imparziali.  Sicuramente la agenzie di rating sono tutt’altro che infallibili, e la crisi dei mutui subprime parla chiaro. Ma in ogni caso gli investitori francesi si fidano senz’altro di più di un’agenzia di rating statunitense rispetto ad un’agenzia spagnola (o italiana) nella valutazione di una banca italiana.

In Europa manca una struttura finanziaria unificata: nonostante la libera circolazione dei capitali, caposaldo dell’Unione Europea, in Europa i centri di accumulazione dei capitali (le Borse)  sono ancora là dove erano nel Medio Evo – a Milano, Amsterdam, Rotterdam, Londra, Parigi, Stoccolma, Vienna, etc. Le banche dei principali centri europei continuano ad investire nelle stesse zone del passato:  ad esempio le banche austriache dominano nei territori austroungarici, le banche svedesi sono forti nelle aree una tempo sotto l’impero svedese intorno al mar Baltico, le banche spagnole sono attive in America Latina e in Messico. È interessante notare che, nonostante la maggiore integrazione europea, le grandi Borse europee sono collegate direttamente con quelle statunitensi e non con quelle degli altri paesi della UE – specialmente French Euronext, la più grande borsa europea, e Nordic Exchange.

Vi sono due problemi da risolvere per poter creare un’agenzia di rating europea: 

1)      occorre sviluppare un sistema di regole che si sposi con le tradizioni e i bisogni dei vari centri di ricchezza europei;

2)      occorre risolvere i conflitti di interesse fra i vari centri di ricchezza.

Qualsiasi tentativo di risolvere questi problemi rischia di scontrarsi con la sovranità dei singoli stati, perché i legami fra istituzioni finanziarie e governi sono molto stretti. Bisognerà capire quali centri potranno imporsi con nuovi regolamenti e nuove istituzioni. Anche soltanto decidere dove collocare il quartier generale della nuova agenzia europea è una questione che susciterà sospetto e competizione fra i vari stati. Probabilmente l’agenzia sarà a Francoforte o a Parigi – dove ci sono le principali borse della zona dell’Euro –  ma non è detto che Vienna, Londra, Stoccolma, Milano accettino a cuor leggero.

Ironicamente i singoli paesi europei possono fidarsi di più delle agenzie di rating statunitensi che degli altri stati membri.

 

 

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